Mino Maccari ( Siena, 1898 – Roma, 1989)
Sin da piccolo dimostra la sua attitudine al disegno, partecipa come ufficiale di artiglieria alla Grande Guerra e alla fine del conflitto riprenderà gli studi universitari, laureandosi in giurisprudenza. Nel tempo libero si dedica alla sua vera passione: la pittura e l’incisione e nel 1924 inizierà a curare la stampa della rivista “Il Selvaggio” dove pubblicherà le sue prime incisioni. Nel 1926 lascerà la sua professione di avvocato per assumere la direzione della rivista che manterrà fino al 1942. Già dagli anni ’30 inizierà a farsi conoscere dal grande pubblico per la sua produzione pittorica partecipando a mostre nazionali e internazionali. Scrive e collabora con numerose riviste del mondo culturale ed editoriale legato al regime fascista : “L’Italiano” e “Omnibus” di Leo Longanesi, “Il Primato” di Bottai, “Il Mondo” di Pannunzio. Vasta la produzione grafica, di illustratore di libri e di scenografie e costumi. Numerose le partecipazioni alla Biennale di Venezia e le esposizioni in Italia e all’estero.