Renato Birolli ( Verona 1905 – Milano 1959)
Studia all’Accademia di Belle Arti di Verona e in seguito si trasferisce a Milano dove sarà occupato in varie attività, correttore di bozze, giornalista, decoratore. Qui nel 1930 alla Galleria Il Milione si tiene la prima mostra e nello stesso anno partecipa alla Biennale di Venezia con due opere. L’anno seguente inizia a scrivere i celebri “Taccuini” e sempre alla Galleria Il Milione espone il “San Zeno” quasi un manifesto programmatico della sua arte che si collega all’espressionismo di Ensor e Kokoschka. Attivo antifascista, nel 1938 sarà tra i firmatari del manifesto di “Corrente”, nel dopoguerra insieme a Vedova, Marchiori e Santomaso è nel gruppo della “Nuova secessione Artistica” e da questo momento in poi la sua arte si pone nell’ambito dell’astrattismo europeo. Numerosi i soggiorni parigini tra il 1948 e il 1949 e i contatti epistolari con Cavellini. Nel 1952 alla Biennale ci sarà la presentazione ufficiale del “Gruppo degli Otto” che in seguito si scioglierà.