Carlo Levi ( Torino 1902 – Roma 1975)
Una delle figure di intellettuali più interessanti del Novecento italiano, laureto in medicina, non esercitò mai la professione di medico, dedicandosi invece alla politica, alla cultura e alla pittura. Antifascista, diresse con Nello Rosselli il giornale clandestino “Lotta politica” e nel 1934 venne arrestato e mandato al confino in Lucania, ad Aliano, dove vi rimase un anno: un’esperienza fondamentale nella sua vita dalla quale scaturì il suo libro più conosciuto “Cristo si è fermato a Eboli”. Liberato si rifugiò in Francia e solo nel 1942 tornò in Italia per partecipare alla Resistenza. Dal 1962 fino al 1973 fu senatore nelle liste della sinistra. Sul piano strettamente artistico, alla fine degli anni ’20 a Torino aderisce al “Gruppo dei Sei” e si lega alla pittura europea, in particolare a quella francese. L’esperienza ad Aliano segna indelebilmente anche l’ambito pittorico e le sue figure lucane del ’36 lo porteranno in seguito, alla Biennale di Venezia del 1954, a legarsi con il gruppo neorealista. Per suo volere le spoglie riposano nel paese lucano.